Il boss Diomede attende i domiciliari. È malato: sei istanze, nessuna risposta
Il 60enne barese, in carcere in Sardegna, è detenuto dal 2000. La difesa denuncia l’urgenza di cure specialistiche incompatibili con la detenzione
mercoledì 19 agosto 2026
16.47
Dal 14 luglio Giuseppe Diomede, boss barese del quartiere Carrassi del capoluogo pugliese detenuto in carcere da quasi 26 anni, alias «Pinuccio Dio il cantante», aspetta una risposta alla richiesta di potersi curare a casa, dopo un intervento di asportazione di un rene a cui si è sottoposto il 4 agosto a causa di un tumore.
In poco più di un mese, fino a lunedì scorso, il suo difensore ha inviato al magistrato e al Tribunale di Sorveglianza di Sassari sei istanze, nessuna delle quali - fa sapere la difesa dell'uomo - ha avuto risposta. Il pluripregiudicato, oggi 60enne, è detenuto ininterrottamente dal 24 febbraio 2000, con condanne per estorsione, mafia, droga e omicidio. Dovrebbe lasciare il carcere per fine pena ad agosto 2027, tra un anno. Attualmente si trova nel penitenziario sardo di Tempio Pausania.
A causa di una «situazione di salute estremamente grave», come si legge nella prima istanza trasmessa dall'avvocato Francesco Maria Colonna Venisti lo scorso 14 luglio, per il boss che ha accumulato sei condanne è stata fatta richiesta di domiciliari, evidenziando che dopo l'intervento chirurgico avrebbe avuto bisogno di cure «continue, specialistiche, impossibili e incompatibili con la degenza presso la casa di reclusione». In attesa di risposta, il 4 agosto Diomede è stato operato.
Il giorno dopo il suo legale ha inviato una nuova istanza, dicendo che «appena il paziente sarà dimesso, la sua detenzione in carcere diverrà incompatibile». Il 10 agosto, quando è tornato in carcere, l'indomani, il 13 e il 17 agosto, il difensore ha inoltrato altre istanze, sottolineando «l'urgenza di una risposta», mai arrivata.
In poco più di un mese, fino a lunedì scorso, il suo difensore ha inviato al magistrato e al Tribunale di Sorveglianza di Sassari sei istanze, nessuna delle quali - fa sapere la difesa dell'uomo - ha avuto risposta. Il pluripregiudicato, oggi 60enne, è detenuto ininterrottamente dal 24 febbraio 2000, con condanne per estorsione, mafia, droga e omicidio. Dovrebbe lasciare il carcere per fine pena ad agosto 2027, tra un anno. Attualmente si trova nel penitenziario sardo di Tempio Pausania.
A causa di una «situazione di salute estremamente grave», come si legge nella prima istanza trasmessa dall'avvocato Francesco Maria Colonna Venisti lo scorso 14 luglio, per il boss che ha accumulato sei condanne è stata fatta richiesta di domiciliari, evidenziando che dopo l'intervento chirurgico avrebbe avuto bisogno di cure «continue, specialistiche, impossibili e incompatibili con la degenza presso la casa di reclusione». In attesa di risposta, il 4 agosto Diomede è stato operato.
Il giorno dopo il suo legale ha inviato una nuova istanza, dicendo che «appena il paziente sarà dimesso, la sua detenzione in carcere diverrà incompatibile». Il 10 agosto, quando è tornato in carcere, l'indomani, il 13 e il 17 agosto, il difensore ha inoltrato altre istanze, sottolineando «l'urgenza di una risposta», mai arrivata.