Giornata dedicata alle vittime innocenti delle mafie: oggi la camminata della legalità a Bari
Vito Leccese: «I sentieri della legalità devono essere percorsi da tutti»
giovedì 19 marzo 2026
14.06
Nell'ambito del programma "Piazza Idea - Liberi spazi di cittadinanza", questa mattina, in piazza Cesare Battisti, le associazioni studentesche dei dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze Politiche di Uniba e Libera Puglia, con il supporto del Comune di Bari, hanno organizzato la Camminata della legalità, in vista della XXXI Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. All'evento, accanto al sindaco Vito Leccese, sono intervenuti i familiari di alcune vittime di mafia baresi, il questore di Bari Annino Gargano, il prefetto di Bari Francesco Russo, l'assessore alla Legalità e all'Antimafia sociale Nicola Grasso, don Angelo Cassano, referente regionale Libera Puglia, e Francesca Maiullari, coordinatrice Bari e Bat Libera oltre ai rappresentanti delle associazioni studentesche Studenti Per, Universo Studenti, M.U.R.O, Studenti Indipendenti, Unione degli Universitari.
Oggi la camminata della legalità organizzata da libera puglia e dalle associazioni universitarie in vista della giornata dedicata alle vittime innocenti delle mafie
A causa del maltempo l'iniziativa è stata ridimensionata, per cui non è stato possibile né installare nelle aiuole i paletti dotati di QR-Code che rimandano alle storie di 12 vittime innocenti della mafia, simboli della memoria pugliese e nazionale (Giovanni Carnicella, Annarosa Tarantino, Antonella Lopez, Domenico Martimucci, Luigi Fanelli, Gaetano Marchitelli, Michele Fazio, Pasquale Ruffo, Giuseppe Mizzi, Flori Mesuti, Donato Boscia, Maria Colangiuli), né piantare l'albero dedicato a tutte le vittime pugliesi di mafia, come gesto simbolico di cura, memoria e responsabilità collettiva.
Si è però tenuto il momento istituzionale che ha visto gli interventi dell'amministrazione comunale e di Libera, accompagnati dalla lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie: un gesto simbolico che intende restituisce voce e memoria alle storie delle persone colpite dalla violenza mafiosa.
«Con questo evento anticipiamo l'appuntamento con la marcia della Legalità che Libera ha organizzato a Roma nella XXXI Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie - ha detto Vito Leccese -. Leggere i nomi delle vittime è un richiamo non solo al nostro cuore, affinché ne conservi la memoria, ma anche alle responsabilità che ognuno di noi ha, a prescindere dal ruolo che riveste: i sentieri della legalità devono essere percorsi da tutti, perché solo se siamo tutti insieme, solo se tutti crediamo negli stessi valori potremo raggiungere più facilmente l'obiettivo.
Qualche giorno fa ho partecipato alla cerimonia in ricordo di Pino Mizzi, una persona perbene, assassinato per errore dalla criminalità organizzata 15 anni fa e in quella occasione sua moglie, Katia, ha detto una cosa bellissima: eravamo disperati, eravamo arrabbiati, però abbiamo saputo trasformare questa nostra disperazione, questo nostro dolore, in un impegno nella testimonianza. E come Katia, anche Angelo, fratello di Pino, che da anni milita nelle fila di Libera per promuovere i valori dell'antimafia sociale e della legalità
Approfitto, per così dire, della presenza del prefetto e del questore, per ringraziarli dell'azione che stanno conducendo in città contro la criminalità organizzata, che proprio ieri ha visto un intervento forte su Carbonara, il quartiere in cui è stato ucciso Pino Mizzi e, prima di lui, il giovanissimo Gaetano Marchitelli.
Proprio dal territorio del quarto Municipio, anche negli ultimi tempi, stanno arrivando dei segnali molto preoccupanti e per questo è più che mai necessario che lo Stato faccia sentire la sua voce e che nessuno di noi si volti dall'altra parte.
Durante la cerimonia in ricordo di Pino Mizzi, don Angelo ha citato una frase di don Ciotti che credo racchiuda un messaggio fondamentale: "ci sono momenti in cui non si può rimanere in silenzio, perché parlare è un diritto civile, è un obbligo morale. Perché parlare e non voltarsi dall'altra parte significa preoccuparsi anche del futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Perciò ringrazio Libera, ringrazio don Angelo e Francesca Maiullari insieme a tutti coloro che quotidianamente si impegnano sia nel tessuto associativo sia con i propri comportamenti individuali a dare un contributo decisivo per la legalità e per il futuro di tutti noi».
«Vorrei ringraziare tutti voi che avete scelto di essere qui a prestare la vostra testimonianza per questa giornata, che se da rappresenta un omaggio alla memoria di tutte le vittime, dall'altro rinnova l'impegno di ciascuno nel contrasto alla pervasività delle mafie - ha proseguito Nicola Grasso -. Vedere tra noi i familiari delle vittime innocenti è particolarmente toccante, perché comprendiamo quanta forza sia necessaria per convivere con un dolore che non passa mai e quanto coraggio ci voglia per impegnarsi nel percorso di testimonianza e di sensibilizzazione che portano avanti ogni giorno affinché nessun altro debba vivere ciò che loro hanno vissuto.
Questa iniziativa, per la quale ringrazio Libera e le associazioni studentesche coinvolte, ci ricorda che non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia, perché i fenomeni criminali, lungi dall'essere scomparsi, sono diventati meno evidenti ma non per questo meno pericolosi e, oggi più che mai, hanno la capacità di insinuarsi dove lo Stato è carente, dove lo Stato non garantisce il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto allo studio o quello all'abitare. Le giornate come queste, dunque, sono importantissime perché ci richiamano alle nostre responsabilità: quello che sento di dire a tutti voi è di continuare ad avere fiducia nelle istituzioni, perché sono le istituzioni che attraverso un lavoro di grande sinergia che coinvolge tutte le dimensioni territoriali, possono combattere efficacemente le mafie e fare in modo che quella lunghissima lista di nomi che abbiamo letto si interrompa una volta per tutte».
La mattinata si è conclusa con l'intervento di Libera Puglia e con un momento artistico: la performance musicale di Pietro Leone, studente dell'Accademia di Belle Arti, e la lettura del monologo "Il fiore del silenzio" di Sabina Micaglio, interpretato da Delia Di Monte, studentessa Uniba.
Oggi la camminata della legalità organizzata da libera puglia e dalle associazioni universitarie in vista della giornata dedicata alle vittime innocenti delle mafie
A causa del maltempo l'iniziativa è stata ridimensionata, per cui non è stato possibile né installare nelle aiuole i paletti dotati di QR-Code che rimandano alle storie di 12 vittime innocenti della mafia, simboli della memoria pugliese e nazionale (Giovanni Carnicella, Annarosa Tarantino, Antonella Lopez, Domenico Martimucci, Luigi Fanelli, Gaetano Marchitelli, Michele Fazio, Pasquale Ruffo, Giuseppe Mizzi, Flori Mesuti, Donato Boscia, Maria Colangiuli), né piantare l'albero dedicato a tutte le vittime pugliesi di mafia, come gesto simbolico di cura, memoria e responsabilità collettiva.
Si è però tenuto il momento istituzionale che ha visto gli interventi dell'amministrazione comunale e di Libera, accompagnati dalla lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie: un gesto simbolico che intende restituisce voce e memoria alle storie delle persone colpite dalla violenza mafiosa.
«Con questo evento anticipiamo l'appuntamento con la marcia della Legalità che Libera ha organizzato a Roma nella XXXI Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie - ha detto Vito Leccese -. Leggere i nomi delle vittime è un richiamo non solo al nostro cuore, affinché ne conservi la memoria, ma anche alle responsabilità che ognuno di noi ha, a prescindere dal ruolo che riveste: i sentieri della legalità devono essere percorsi da tutti, perché solo se siamo tutti insieme, solo se tutti crediamo negli stessi valori potremo raggiungere più facilmente l'obiettivo.
Qualche giorno fa ho partecipato alla cerimonia in ricordo di Pino Mizzi, una persona perbene, assassinato per errore dalla criminalità organizzata 15 anni fa e in quella occasione sua moglie, Katia, ha detto una cosa bellissima: eravamo disperati, eravamo arrabbiati, però abbiamo saputo trasformare questa nostra disperazione, questo nostro dolore, in un impegno nella testimonianza. E come Katia, anche Angelo, fratello di Pino, che da anni milita nelle fila di Libera per promuovere i valori dell'antimafia sociale e della legalità
Approfitto, per così dire, della presenza del prefetto e del questore, per ringraziarli dell'azione che stanno conducendo in città contro la criminalità organizzata, che proprio ieri ha visto un intervento forte su Carbonara, il quartiere in cui è stato ucciso Pino Mizzi e, prima di lui, il giovanissimo Gaetano Marchitelli.
Proprio dal territorio del quarto Municipio, anche negli ultimi tempi, stanno arrivando dei segnali molto preoccupanti e per questo è più che mai necessario che lo Stato faccia sentire la sua voce e che nessuno di noi si volti dall'altra parte.
Durante la cerimonia in ricordo di Pino Mizzi, don Angelo ha citato una frase di don Ciotti che credo racchiuda un messaggio fondamentale: "ci sono momenti in cui non si può rimanere in silenzio, perché parlare è un diritto civile, è un obbligo morale. Perché parlare e non voltarsi dall'altra parte significa preoccuparsi anche del futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Perciò ringrazio Libera, ringrazio don Angelo e Francesca Maiullari insieme a tutti coloro che quotidianamente si impegnano sia nel tessuto associativo sia con i propri comportamenti individuali a dare un contributo decisivo per la legalità e per il futuro di tutti noi».
«Vorrei ringraziare tutti voi che avete scelto di essere qui a prestare la vostra testimonianza per questa giornata, che se da rappresenta un omaggio alla memoria di tutte le vittime, dall'altro rinnova l'impegno di ciascuno nel contrasto alla pervasività delle mafie - ha proseguito Nicola Grasso -. Vedere tra noi i familiari delle vittime innocenti è particolarmente toccante, perché comprendiamo quanta forza sia necessaria per convivere con un dolore che non passa mai e quanto coraggio ci voglia per impegnarsi nel percorso di testimonianza e di sensibilizzazione che portano avanti ogni giorno affinché nessun altro debba vivere ciò che loro hanno vissuto.
Questa iniziativa, per la quale ringrazio Libera e le associazioni studentesche coinvolte, ci ricorda che non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia, perché i fenomeni criminali, lungi dall'essere scomparsi, sono diventati meno evidenti ma non per questo meno pericolosi e, oggi più che mai, hanno la capacità di insinuarsi dove lo Stato è carente, dove lo Stato non garantisce il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto allo studio o quello all'abitare. Le giornate come queste, dunque, sono importantissime perché ci richiamano alle nostre responsabilità: quello che sento di dire a tutti voi è di continuare ad avere fiducia nelle istituzioni, perché sono le istituzioni che attraverso un lavoro di grande sinergia che coinvolge tutte le dimensioni territoriali, possono combattere efficacemente le mafie e fare in modo che quella lunghissima lista di nomi che abbiamo letto si interrompa una volta per tutte».
La mattinata si è conclusa con l'intervento di Libera Puglia e con un momento artistico: la performance musicale di Pietro Leone, studente dell'Accademia di Belle Arti, e la lettura del monologo "Il fiore del silenzio" di Sabina Micaglio, interpretato da Delia Di Monte, studentessa Uniba.