“Essere oceano” a Bari, proseguono gli appuntamenti culturali sul tema della "Corrente"
Il 27 e 28 agosto al molo Sant’Antonio laboratori, visite al cantiere e una performance tra moda, musica e danza
mercoledì 26 agosto 2026
15.02
Proseguono gli incontri nel cantiere del molo Sant'Antonio organizzati nell'ambito del programma culturale "Essere oceano, pratiche di partecipazione more-than-human" che sta accompagnando la realizzazione del nascente Museo del Mare di Bari. Domani, giovedì 27, e venerdì 28 agosto si terrà il quarto appuntamento del cantiere evento promosso dal Comune di Bari in collaborazione con Rossi Restauri e ideato da Fondazione Dioguardi, Cantiere-evento® ed Everything is Connected, con la direzione artistica e culturale di Francesco Maggiore e la curatela di Maria Teresa Salvati.
Il tema scelto per il mese di agosto è Corrente, intesa come forza invisibile che attraversa, connette e trasforma. Le correnti oceaniche, fondamentali per l'equilibrio del pianeta, trasportano calore, nutrienti e vita e mettono in relazione territori lontanissimi. Oggi il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci ne stanno modificando gli equilibri, mostrando la fragilità di sistemi che siamo abituati a considerare immensi e immutabili.
È proprio dentro questa tensione tra movimento e trasformazione, connessione e fragilità che si sviluppa il programma di agosto.
«Alcuni mesi fa abbiamo voluto avviare questa rassegna per immaginare, insieme ai cittadini, il futuro del nascente Museo del Mare di Bari, uno spazio atteso e centrale per la programmazione culturale della città - commenta l'assessora alle Culture Paola Romano -. Andremo avanti sino a dicembre, ogni mese con un tema diverso, in modo da analizzare e affrontare le diverse prospettive del rapporto tra l'uomo e il mare attraverso laboratori, incontri di co-progettazione e la stessa possibilità di visitare il cantiere in corso, convinti che, mai come oggi, la città abbia bisogno di pratiche e spazi culturali condivisi».
Il 28 agosto, con entre. nelle correnti, il cantiere diventerà una scena in cui moda, musica, danza e arti performative si incontrano e si contaminano. La fashion designer Elisabetta Maria Morleo porta in movimento una collezione realizzata con fili, uncinetto e materiali deadstock, incontrando le musiche di Mattia Vlad Morleo e Luigi Morleo e i corpi dei danzatori e performer, con la coreografia di Virginia Miraglia e la performance di Elisabetta De Berti.
Prosegue, dunque, la campagna di public engagement che accompagna la cittadinanza lungo tutta la rassegna, introducendo in maniera accessibile i principi dell'ecologia contemporanea e dell'approccio more-than-human, invitando a considerare animali, piante, microorganismi, ecosistemi e fenomeni naturali come soggetti con cui condividiamo il mondo.
All'interno di questo percorso è stato lanciato un questionario, concepito come strumento di ascolto e riflessione collettiva e contribuirà a raccogliere visioni, bisogni e immaginari che accompagneranno il percorso partecipativo verso il futuro Museo del Mare di Bari.
Il programma di partecipazione prevede anche i Cerchi Interspecie: laboratori di co-progettazione, vere e proprie occasioni per condividere idee, memorie e visioni sul futuro del Museo del Mare e, allo stesso tempo, mettersi in ascolto delle forme di vita e degli elementi che abitano l'ecosistema marino.
Le risposte del questionario e quello che sarà prodotto durante i Cerchi Interspecie, alimenteranno il laboratorio finale di co-progettazione, in programma nel mese di dicembre, e contribuiranno alla costruzione progressiva del programma culturale e della visione del futuro Museo del Mare di Bari.
Di seguito il programma completo delle due giornate:
Giovedì 27 agosto
Il Cerchio Interspecie è il format del percorso partecipativo della rassegna. Il terzo appuntamento è dedicato al tema CORRENTE. Attraverso il metodo del world café le persone partecipanti dialogano in piccoli gruppi a partire da domande guida, con il coinvolgimento di agenti "non umani": elementi del mare e dell'ambiente che entrano nella discussione come presenze da ascoltare e rappresentare.
Il laboratorio è gratuito e aperto a un massimo di 40 persone: la prenotazione è obbligatoria.
Venerdì 28 agosto
Oggi il cambiamento climatico e lo scioglimento dei ghiacci ne stanno modificando gli equilibri, ricordandoci che anche ciò che sembra immenso e immutabile può trasformarsi.
Per l'occasione la fashion designer Elisabetta Maria Morleo porterà in scena la propria collezione fatta di fili, uncinetto e materiali deadstock. Le sue creazioni incontrano le musiche di Mattia Vlad Morleo e di Luigi Morleo e il corpo di danzatori e performer (coreografia di Virginia Miraglia, performer Elisabetta De Berti) in cui i diversi linguaggi si attraversano e influenzano reciprocamente.
La performance, che vede coinvolti anche i lavoratori dell'impresa Rossi Restauri, attraversa diversi stati della corrente: il fluire e l'armonia, la discontinuità e la possibilità di contribuire alla trasformazione.
ENTRE. NELLE CORRENTI invita il pubblico a entrare in questo spazio invisibile e a chiedersi: che cosa attraversa noi? quali correnti scegliamo di mettere in movimento?
L'evento è aperto ad un numero massimo di 200 persone. Grazie alla collaborazione con Spazio Murat, i modelli presentati da Elisabetta Morleo saranno in mostra dall'1 al 5 settembre nello spazio comunale in piazza del Ferrarese.
Da maggio essere oceano, che esplorerà complessivamente otto temi che raccontano le connessioni tra umano e non umano, sta accompagnando la nascita del Museo del Mare attraverso un percorso che mette in relazione il cantiere, la città e il mare, esplorando ogni mese un diverso elemento o fenomeno capace di raccontare le connessioni tra umano e non umano.
Il percorso si è aperto a maggio con LUCE, un invito a interrogare ciò che vediamo e, soprattutto, ciò che resta invisibile. Il primo appuntamento ha aperto uno spazio di riflessione sulla percezione, sul limite e sull'invisibile, mettendo in discussione l'idea che conoscere significhi necessariamente vedere. Il programma è partito con l'accensione dell'opera luminosa "con altri occhi" di Vincenzo D'Alba ha trasformato i ponteggi del cantiere in un dispositivo di osservazione.
Realizzati grazie al coinvolgimento di Tecno Impianti e visibili da tutta la città, gli occhi osservavano e al tempo stesso interrogavano chi guardava. Durante il mese di apertura, è stato creato il laboratorio "La mappa che non c'è", realizzato in collaborazione con Biblioteche Senza Frontiere Italia (BSF) e iAC-innovActionCult, ha coinvolto bambine e bambini dell'Istituto Comprensivo "Umberto I - San Nicola", plesso Piccinni, e della scuola SOUx di Spazio Murat, invitandoli a immaginare nuovi modi di leggere e rappresentare il territorio.
A giugno il tema dell'ARIA ha portato al centro il respiro come dimensione comune tra esseri umani e mondo non umano. Il programma ha coinvolto istituzioni, progettisti e cittadinanza in momenti di confronto e pratiche di ascolto, dalla meditazione collettiva Breath and Connect, una meditazione collettiva guidata da Claudia Poliseno, e accompagnata dalla performance musicale di Marco Malasomma, un'esperienza immersiva dedicata all'ascolto del respiro come gesto di connessione tra corpo, ambiente e spazio circostante. La programmazione ha incluso la visita al cantiere, e il talk "Architetture del Respiro", che ha messo in dialogo prospettive diverse - dall'oceanografia all'architettura, dalla ricerca scientifica alla progettazione degli spazi - grazie agli interventi di Paula Barbeito Morandeira, Jolanda Palmisano e Luigi Sylos Labini, con la moderazione di Maria Teresa Salvati. Il mese si è concluso con il primo Cerchio Interspecie, dedicato alla co-progettazione del museo attraverso una modalità partecipativa capace di includere anche le presenze del mondo più-che-umano.
A luglio il tema dell'ACQUA ha aperto ulteriormente il cantiere alla cittadinanza. Il programma ha intrecciato partecipazione e arti performative con il secondo Cerchio Interspecie, il reading collettivo "Dal mare all'oceano", realizzato in collaborazione con Lungomare di Libri, e FLOWING, performance di danza e musica con la partecipazione di Antonella Albano, prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano, insieme a Gioacchino Starace e Antonia Valente. Nel corso del mese è stata, inoltre, avviata la campagna di public engagement di essere oceano, con un questionario rivolto alla cittadinanza per raccogliere visioni, bisogni e immaginari che contribuiranno alla progettazione partecipata del futuro museo.
Con agosto il percorso arriva dunque alla CORRENTE: non più soltanto un elemento da osservare, ma una forza che permette di interrogarsi su ciò che ci attraversa, sulle relazioni che ci tengono insieme e sulle trasformazioni a cui possiamo contribuire.
Il tema scelto per il mese di agosto è Corrente, intesa come forza invisibile che attraversa, connette e trasforma. Le correnti oceaniche, fondamentali per l'equilibrio del pianeta, trasportano calore, nutrienti e vita e mettono in relazione territori lontanissimi. Oggi il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci ne stanno modificando gli equilibri, mostrando la fragilità di sistemi che siamo abituati a considerare immensi e immutabili.
È proprio dentro questa tensione tra movimento e trasformazione, connessione e fragilità che si sviluppa il programma di agosto.
«Alcuni mesi fa abbiamo voluto avviare questa rassegna per immaginare, insieme ai cittadini, il futuro del nascente Museo del Mare di Bari, uno spazio atteso e centrale per la programmazione culturale della città - commenta l'assessora alle Culture Paola Romano -. Andremo avanti sino a dicembre, ogni mese con un tema diverso, in modo da analizzare e affrontare le diverse prospettive del rapporto tra l'uomo e il mare attraverso laboratori, incontri di co-progettazione e la stessa possibilità di visitare il cantiere in corso, convinti che, mai come oggi, la città abbia bisogno di pratiche e spazi culturali condivisi».
Il 28 agosto, con entre. nelle correnti, il cantiere diventerà una scena in cui moda, musica, danza e arti performative si incontrano e si contaminano. La fashion designer Elisabetta Maria Morleo porta in movimento una collezione realizzata con fili, uncinetto e materiali deadstock, incontrando le musiche di Mattia Vlad Morleo e Luigi Morleo e i corpi dei danzatori e performer, con la coreografia di Virginia Miraglia e la performance di Elisabetta De Berti.
Prosegue, dunque, la campagna di public engagement che accompagna la cittadinanza lungo tutta la rassegna, introducendo in maniera accessibile i principi dell'ecologia contemporanea e dell'approccio more-than-human, invitando a considerare animali, piante, microorganismi, ecosistemi e fenomeni naturali come soggetti con cui condividiamo il mondo.
All'interno di questo percorso è stato lanciato un questionario, concepito come strumento di ascolto e riflessione collettiva e contribuirà a raccogliere visioni, bisogni e immaginari che accompagneranno il percorso partecipativo verso il futuro Museo del Mare di Bari.
Il programma di partecipazione prevede anche i Cerchi Interspecie: laboratori di co-progettazione, vere e proprie occasioni per condividere idee, memorie e visioni sul futuro del Museo del Mare e, allo stesso tempo, mettersi in ascolto delle forme di vita e degli elementi che abitano l'ecosistema marino.
Le risposte del questionario e quello che sarà prodotto durante i Cerchi Interspecie, alimenteranno il laboratorio finale di co-progettazione, in programma nel mese di dicembre, e contribuiranno alla costruzione progressiva del programma culturale e della visione del futuro Museo del Mare di Bari.
Di seguito il programma completo delle due giornate:
Giovedì 27 agosto
- Cerchio Interspecie, ore 17-19.30
Il Cerchio Interspecie è il format del percorso partecipativo della rassegna. Il terzo appuntamento è dedicato al tema CORRENTE. Attraverso il metodo del world café le persone partecipanti dialogano in piccoli gruppi a partire da domande guida, con il coinvolgimento di agenti "non umani": elementi del mare e dell'ambiente che entrano nella discussione come presenze da ascoltare e rappresentare.
Il laboratorio è gratuito e aperto a un massimo di 40 persone: la prenotazione è obbligatoria.
Venerdì 28 agosto
- Apertura del cantiere al pubblico, ore 18-19
- ENTRE. NELLE CORRENTI, ore19-20
Oggi il cambiamento climatico e lo scioglimento dei ghiacci ne stanno modificando gli equilibri, ricordandoci che anche ciò che sembra immenso e immutabile può trasformarsi.
Per l'occasione la fashion designer Elisabetta Maria Morleo porterà in scena la propria collezione fatta di fili, uncinetto e materiali deadstock. Le sue creazioni incontrano le musiche di Mattia Vlad Morleo e di Luigi Morleo e il corpo di danzatori e performer (coreografia di Virginia Miraglia, performer Elisabetta De Berti) in cui i diversi linguaggi si attraversano e influenzano reciprocamente.
La performance, che vede coinvolti anche i lavoratori dell'impresa Rossi Restauri, attraversa diversi stati della corrente: il fluire e l'armonia, la discontinuità e la possibilità di contribuire alla trasformazione.
ENTRE. NELLE CORRENTI invita il pubblico a entrare in questo spazio invisibile e a chiedersi: che cosa attraversa noi? quali correnti scegliamo di mettere in movimento?
L'evento è aperto ad un numero massimo di 200 persone. Grazie alla collaborazione con Spazio Murat, i modelli presentati da Elisabetta Morleo saranno in mostra dall'1 al 5 settembre nello spazio comunale in piazza del Ferrarese.
Da maggio essere oceano, che esplorerà complessivamente otto temi che raccontano le connessioni tra umano e non umano, sta accompagnando la nascita del Museo del Mare attraverso un percorso che mette in relazione il cantiere, la città e il mare, esplorando ogni mese un diverso elemento o fenomeno capace di raccontare le connessioni tra umano e non umano.
Il percorso si è aperto a maggio con LUCE, un invito a interrogare ciò che vediamo e, soprattutto, ciò che resta invisibile. Il primo appuntamento ha aperto uno spazio di riflessione sulla percezione, sul limite e sull'invisibile, mettendo in discussione l'idea che conoscere significhi necessariamente vedere. Il programma è partito con l'accensione dell'opera luminosa "con altri occhi" di Vincenzo D'Alba ha trasformato i ponteggi del cantiere in un dispositivo di osservazione.
Realizzati grazie al coinvolgimento di Tecno Impianti e visibili da tutta la città, gli occhi osservavano e al tempo stesso interrogavano chi guardava. Durante il mese di apertura, è stato creato il laboratorio "La mappa che non c'è", realizzato in collaborazione con Biblioteche Senza Frontiere Italia (BSF) e iAC-innovActionCult, ha coinvolto bambine e bambini dell'Istituto Comprensivo "Umberto I - San Nicola", plesso Piccinni, e della scuola SOUx di Spazio Murat, invitandoli a immaginare nuovi modi di leggere e rappresentare il territorio.
A giugno il tema dell'ARIA ha portato al centro il respiro come dimensione comune tra esseri umani e mondo non umano. Il programma ha coinvolto istituzioni, progettisti e cittadinanza in momenti di confronto e pratiche di ascolto, dalla meditazione collettiva Breath and Connect, una meditazione collettiva guidata da Claudia Poliseno, e accompagnata dalla performance musicale di Marco Malasomma, un'esperienza immersiva dedicata all'ascolto del respiro come gesto di connessione tra corpo, ambiente e spazio circostante. La programmazione ha incluso la visita al cantiere, e il talk "Architetture del Respiro", che ha messo in dialogo prospettive diverse - dall'oceanografia all'architettura, dalla ricerca scientifica alla progettazione degli spazi - grazie agli interventi di Paula Barbeito Morandeira, Jolanda Palmisano e Luigi Sylos Labini, con la moderazione di Maria Teresa Salvati. Il mese si è concluso con il primo Cerchio Interspecie, dedicato alla co-progettazione del museo attraverso una modalità partecipativa capace di includere anche le presenze del mondo più-che-umano.
A luglio il tema dell'ACQUA ha aperto ulteriormente il cantiere alla cittadinanza. Il programma ha intrecciato partecipazione e arti performative con il secondo Cerchio Interspecie, il reading collettivo "Dal mare all'oceano", realizzato in collaborazione con Lungomare di Libri, e FLOWING, performance di danza e musica con la partecipazione di Antonella Albano, prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano, insieme a Gioacchino Starace e Antonia Valente. Nel corso del mese è stata, inoltre, avviata la campagna di public engagement di essere oceano, con un questionario rivolto alla cittadinanza per raccogliere visioni, bisogni e immaginari che contribuiranno alla progettazione partecipata del futuro museo.
Con agosto il percorso arriva dunque alla CORRENTE: non più soltanto un elemento da osservare, ma una forza che permette di interrogarsi su ciò che ci attraversa, sulle relazioni che ci tengono insieme e sulle trasformazioni a cui possiamo contribuire.