Dal sostegno alimentare all'inserimento lavorativo, Azione Contro la Fame arriva a Bari

All'inaugurazione presenti l'assessore Michelangelo Cavone e la vicepresidente del Consiglio regionale Elisabetta Vaccarella

giovedì 2 luglio 2026 12.53
In Italia, secondo l'Atlante della Fame, 4,2 milioni di famiglie mostrano almeno un segnale di deprivazione alimentare. Il fenomeno è più diffuso nelle regioni del Sud, dove l'incidenza sale al 14,3% contro l'8,8% della media nazionale, e si lega a un mercato del lavoro più fragile.

Da questi numeri parte Azione Contro la Fame, che porta a Bari un modello già testato altrove. Il programma "Mai più fame: dall'emergenza all'autonomia" ha finora accompagnato 616 famiglie in tutta Italia, sei su dieci delle quali hanno trovato lavoro o ripreso un percorso di formazione. A Bari partecipano da inizio anno 25 nuclei familiari, e questa mattina l'iniziativa è stata presentata ufficialmente grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale Progetto Città. Bari è la terza città italiana a ospitare il programma, dopo Milano (Gallaratese e Sud Milano) e Napoli (Forcella e Quartieri Spagnoli): con la sede inaugurata oggi, le sedi attive in Italia salgono complessivamente a cinque.

"A Bari portiamo lo stesso modello che a Milano e Napoli ha già dato risultati concreti. È la dimostrazione che la povertà alimentare, anche quando appare strutturale, si può invertire con interventi mirati su reddito, competenze e abitudini. Il Sud ha un'incidenza di deprivazione alimentare quasi doppia rispetto alla media nazionale: è il risultato di un mercato del lavoro più fragile, su cui si può e si deve intervenire. Per questo collaboriamo con Progetto Città, con le istituzioni del territorio e in rete con imprese che sposano il progetto: perché nessuna organizzazione, da sola, può risolvere un problema di questa portata", afferma Simone Garroni, Direttore Generale di Azione Contro la Fame Italia.

"Per noi questo progetto significa soprattutto vicinanza. Le famiglie che vivono una situazione di difficoltà non hanno bisogno solo di un aiuto immediato, ma anche di qualcuno che le accompagni in un percorso di ripartenza. Con Azione Contro la Fame vogliamo contribuire a costruire opportunità concrete, perché dal bisogno possano nascere fiducia, autonomia e futuro", ha dichiarato Fabio Gelao, Presidente della cooperativa sociale Progetto Città.

Dal supporto alla spesa al lavoro: come funziona il modello
Il progetto nasce nel 2022 dalla convinzione che per interrompere il circolo della povertà servono interventi sul reddito, sulle competenze e sulle abitudini di consumo. Ogni anno coinvolge 200 famiglie vulnerabili a livello nazionale, selezionate tra le situazioni di maggiore fragilità: famiglie numerose con minori, madri sole, disoccupati di lungo periodo, donne vittime di violenza. A Bari saranno 50 le famiglie sostenute ogni anno.

Il percorso si fonda su tre leve complementari:
sostegno immediato alla spesa: tessere alimentari per contribuire a un'alimentazione migliore per tutta la famiglia;
educazione nutrizionale: laboratori, guide e consulenze personalizzate per migliorare le abitudini alimentari anche a basso costo, riducendo lo spreco;
inserimento lavorativo: percorsi individuali e di gruppo per rafforzare competenze, motivazione e accesso al mercato del lavoro regolare.

Il progetto dedica grande attenzione alla valutazione degli impatti, con indicatori misurati a inizio percorso, alla fine e dopo sei mesi. La teoria del cambiamento è chiara: portare le famiglie dall'assistenza all'autonomia, attraverso il lavoro. Con Triadi, spin-off del Politecnico di Milano, è stato calcolato lo SROI (Social Return on Investment): ogni euro investito nel progetto genera due euro di valore sociale ed economico per la collettività.


Il dialogo con le istituzioni del territorio
L'evento si è svolto presso la Sala Giunta del Comune di Bari, con un confronto tra le istituzioni di Bari, Milano e Napoli sul modello di contrasto alla povertà alimentare, sperimentato da Azione Contro la Fame negli ultimi quattro anni e che ha coinvolto complessivamente 1.850 persone nelle cinque sedi italiane.

«Per troppo tempo abbiamo considerato la povertà come un'emergenza da affrontare con risposte immediate. Quegli interventi restano indispensabili e continueranno ad esserlo, ma oggi sappiamo che non bastano. La vera sfida è aiutare le persone a rialzarsi, non solo a resistere. Significa accompagnarle in un percorso che restituisca autonomia, fiducia, competenze e la possibilità di immaginare un futuro diverso. È proprio questa la forza del progetto "Mai più fame": mettere insieme il sostegno alimentare, l'orientamento al lavoro, la formazione e l'educazione nutrizionale in un unico percorso, perché il contrasto alla povertà è davvero efficace solo quando restituisce dignità e libertà di scelta alle persone. Siamo orgogliosi che Azione Contro la Fame abbia scelto la nostra città per avviare questo fondamentale progetto. Come Amministrazione crediamo che il welfare non debba limitarsi ad assistere chi è in difficoltà, ma creare le condizioni perché ciascuno possa tornare a essere protagonista della propria vita», ha dichiarato Michelangelo Cavone, Assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti Civili del Comune di Bari con delega a Servizi alla Persona, Inclusione sociale e Contrasto alla povertà, Contrasto alle Discriminazioni, Accoglienza e Integrazione.

«Tenere insieme gli interventi a sostegno delle necessità primarie delle famiglie in difficoltà e i percorsi di empowerment e accompagnamento verso l'autonomia è la chiave di un modello di welfare che mette al centro le persone, non cercando di incasellarle in categorie di bisogno, ma costruendo azioni mirate e individualizzate per ciascuno. Il primo passo in questa direzione è costruire una comunità che si prenda cura, un sistema in cui ognuno fa la propria parte, perché i bisogni sono sempre più complessi e le reti familiari e sociali sempre meno strutturate. "Mai più Fame: dall'emergenza all'autonomia" mette in pratica questo principio e lo trasforma in iniziative concrete e sforzi collettivi che hanno già prodotto i primi importanti risultati e che dobbiamo continuare a portare avanti con convinzione», è intervenuto Lamberto Bertolè, Assessore a Welfare e Salute del Comune di Milano.

«Il progetto 'Mai più Fame: dall'emergenza all'autonomia' rappresenta un modello di intervento in cui crediamo profondamente, perché affronta la povertà andando oltre la risposta al bisogno immediato e costruendo percorsi di inclusione e di autonomia. Siamo convinti che il contrasto alle fragilità debba passare attraverso un sistema integrato di politiche sociali e del lavoro, capace di accompagnare le persone verso opportunità concrete di formazione, inserimento lavorativo ed emancipazione. L'esperienza realizzata nella nostra città dimostra quanto sia fondamentale la collaborazione tra istituzioni e Terzo Settore per costruire un welfare che non si limiti all'assistenza, ma restituisca dignità, fiducia e prospettive. Per questo guardiamo con grande favore alla diffusione di questo modello anche in altre città, nella convinzione che condividere buone pratiche significhi rafforzare politiche sempre più efficaci e vicine alle persone», ha dichiarato Chiara Marciani, Assessore alle Politiche Sociali, Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli.

Azione Contro la Fame
Azione Contro la Fame è un'organizzazione umanitaria internazionale impegnata a garantire a ogni persona il diritto a una vita libera dalla fame. Siamo specialisti da 47 anni, prevediamo fame e malnutrizione, ne preveniamo le cause e ne curiamo gli effetti. Siamo in prima linea in 52 Paesi del mondo per salvare la vita dei bambini malnutriti e rafforzare la resilienza delle famiglie con cibo, acqua, salute e formazione. Guidiamo con determinazione la lotta globale contro la fame, introducendo innovazioni che promuovono il progresso, lavorando in collaborazione con le comunità locali e mobilitando persone e governi per realizzare un cambiamento sostenibile. Ogni anno aiutiamo 21,2 milioni di persone.