Da Gaza al Policlinico di Bari: cure specialistiche per 15 palestinesi

Attivato il sistema regionale della Sezione Protezione Civile

martedì 10 febbraio 2026 14.08
La Sezione della Protezione Civile della Regione Puglia si è attivata questa notte per consentire il trasferimento al Policlinico di Bari di circa quindici persone provenienti dalla Striscia di Gaza, tra cui tre pazienti, inclusi alcuni bambini bisognosi di cure specialistiche non attualmente accessibili nei territori di provenienza a causa della compromissione di diversi presìdi sanitari conseguente al conflitto in corso.

Tre famiglie palestinesi provenienti da Gaza sono state accolte questa mattina al Policlinico di Bari, dove l'Azienda ospedaliero-universitaria ha avviato la presa in carico di tre pazienti che necessitano di cure ospedaliere, tra cui due minori. Ad accoglierli il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, insieme alla direzione strategica dell'Azienda ospedaliero-universitaria barese e al preside della Scuola di Medicina dell'Università di Bari, Alessandro Dell'Erba.

«Assicurare cure adeguate a chi ne ha bisogno – ha dichiarato il presidente Decaro è un dovere e, in questo caso, davanti a persone impossibilitate a curarsi nei propri Paesi, il dovere diventa un gesto di umanità che richiama quei valori di solidarietà, accoglienza e fratellanza che da sempre ispirano la Puglia. Oggi è stato un piacere accogliere le famiglie arrivate in Puglia grazie al supporto della Protezione civile regionale e prese in carico dal Policlinico di Bari con il sostegno della Prefettura e del Comune di Bari».

In totale si tratta di quindici persone provenienti da Khan Yunis e Sheikh Radwan, nella Striscia di Gaza. Al momento sono previsti tre ricoveri: un bambino di 6 anni, affetto da celiachia e da gravi problemi di malnutrizione, sarà assistito insieme alla madre nel reparto di Pediatria universitaria dell'ospedale Giovanni XXIII, diretto dalla prof.ssa Paola Giordano; un ragazzo di 16 anni, affetto da una patologia metabolica complessa, sarà preso in carico dalla Medicina interna diretta dal prof. Moschetta; un uomo di 35 anni, affetto da una malattia rara, sarà seguito presso la Medicina interna "Baccelli", diretta dal prof. Angelo Vacca.

All'arrivo, questa mattina, presso il padiglione Asclepios 3, la direzione del Policlinico ha previsto la consegna di alcuni doni destinati ai più piccoli, messi a disposizione dalle associazioni accreditate al Policlinico, e un momento di ristoro per le famiglie prima dell'avvio dei controlli medici.

La missione di evacuazione sanitaria da Gaza è stata condotta attraverso il meccanismo della CROSS – Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario di Pistoia, operativa sotto la supervisione del Dipartimento della Protezione Civile nazionale. L'operazione è stata realizzata in stretta collaborazione con il referente sanitario regionale per la Puglia e per le grandi emergenze, la dottoressa Anna Maria Natola, che ha coordinato la ricerca e la conferma delle disponibilità di posti letto nelle strutture di destinazione.

Il volo è atterrato nella notte presso l'aeroporto militare di Pratica di Mare. Dallo scalo, i pazienti e i loro familiari sono stati trasferiti a Bari accompagnati dalla Protezione Civile regionale.

«Questa operazione – ha evidenziato il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolcetestimonia il valore del sistema sanitario pubblico quando lavora in rete, mettendo insieme capacità organizzative e senso di responsabilità istituzionale. Accogliere questi pazienti significa garantire cure, ma anche riaffermare un principio di umanità che per noi è parte integrante della missione del Policlinico, che è stato tra i promotori della campagna per il riconoscimento del Premio Nobel per la pace ai bambini di Gaza».

«Dal punto di vista sanitario ha concluso il direttore sanitario, Danny Sivo – la presa in carico è stata pianificata con grande attenzione, assicurando continuità assistenziale e percorsi clinici appropriati fin dall'arrivo, che hanno coinvolto sia il Policlinico sia l'ospedale pediatrico Giovanni XXIII. È un intervento complesso che dimostra la capacità di risposta del nostro sistema anche in contesti di emergenza internazionale».

Per gli accompagnatori, la Prefettura di Bari, in collaborazione con il Comune di Bari, ha garantito l'accoglienza attraverso il progetto SAI Bari Città aperta, gestito dall'ATS composta da Arci Bari, Etnie e Sogno di don Bosco, che metteranno a disposizione alloggi dedicati per le famiglie per tutta la durata della permanenza in Italia.

«L'operazione – ha commentato l'ing. Barbara Valenzanorappresenta un momento concreto di umanità e di cooperazione istituzionale. La Puglia è storicamente terra di accoglienza e, anche in questa circostanza, ha saputo offrire la propria disponibilità mettendo a disposizione competenze, strutture e organizzazione per consentire a persone particolarmente fragili, tra cui dei bambini, di accedere alle cure necessarie. È un impegno che conferma la responsabilità e la sensibilità del nostro territorio nei confronti delle emergenze umanitarie».