Bari si candida a Capitale Italiana del Volontariato 2028
Presentato alla Fiera del Levante il percorso partecipativo promosso da Comune e CSV San Nicola per trasformare la rete di solidarietà metropolitana in un modello nazionale
martedì 22 settembre 2026
15.10
Più di una semplice candidatura: un'alleanza d'intenti, un cantiere aperto di partecipazione e una sfida per l'intero territorio: Bari annuncia la propria candidatura a Capitale Italiana del Volontariato 2028 e sceglie di farlo con un approccio ambizioso. Non attraverso un progetto già confezionato, ma chiamando a raccolta tutta la Città e la sua Area metropolitana per scriverlo e costruirlo insieme. L'iniziativa è stata presentata questa mattina negli spazi del padiglione del Comune di Bari alla Fiera del Levante, durante un incontro pubblico che ha segnato l'avvio formale di questo grande viaggio collettivo verso il 2028.
Bari e la sua provincia custodiscono un capitale umano di inestimabile valore. Cuore di questa ricchezza sono le tantissime associazioni di volontariato che quotidianamente operano sul territorio: realtà dinamiche, che rappresentano il vero tessuto della solidarietà locale e che vedono migliaia di donne e uomini mettere a disposizione della collettività - con totale gratuità - il proprio tempo, le proprie competenze, le proprie energie e la propria capacità di cura. Un patrimonio diffuso che spesso agisce lontano dai riflettori, ma che intercetta con puntualità i bisogni della comunità, intreccia legami di prossimità e costituisce il vero collante della tenuta sociale. Ed è proprio questo tessuto associativo e umano che la candidatura intende riconoscere, connettere e moltiplicare.
In questa prospettiva, il Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS – forte della sua radicata vicinanza e del dialogo quotidiano con questa fitta rete di associazioni cittadine e provinciali – assume un ruolo centrale nel far emergere e far dialogare le energie già attive. Contestualmente, per l'Assessorato al Welfare del Comune di Bari, l'iniziativa si inserisce in una visione più ampia di welfare generativo, fondata sulla corresponsabilità e sulla capacità di co-progettare le politiche sociali insieme alla comunità, superando i confini amministrativi per mettere in comune risorse ed esperienze con l'intera dimensione metropolitana.
L'obiettivo di questo percorso travalica infatti il formale riconoscimento del 2028: l'intento è trasformare il cammino stesso in un laboratorio permanente di partecipazione, corresponsabilità e costruzione di reti. Una palestra di cittadinanza attiva capace di far emergere esperienze, rafforzare le connessioni tra le Istituzioni e la Comunità e consolidare una visione strategica e condivisa tra Bari e tutti i Comuni dell'area metropolitana.
Non si candida, dunque, soltanto una città, ma un vero e proprio modello di Comunità: l'obiettivo non è semplicemente concorrere a un titolo, ma mettere in movimento l'immenso capitale umano di un intero territorio e trasformarlo in una forza collettiva generativa.
L'incontro di presentazione ha visto la partecipazione dell'assessore al Welfare del Comune di Bari Michelangelo Cavone, della presidente del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS Rosa Franco, della Vicepresidente del Consiglio Regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella, del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" Roberto Bellotti, del presidente della Commissione Welfare e Politiche di coesione di ANCI Puglia Pasquale Chieco e della presidente del Municipio I Annamaria Ferretti.
«Bari non si candida semplicemente a vincere un titolo – ha spiegato l'assessore Cavone -. Si candida a portare sulla scena nazionale un patrimonio umano dal valore inestimabile: quello delle migliaia di persone che ogni giorno scelgono di mettere tempo, competenze, energie e cura al servizio degli altri. Con il CSV, il Terzo Settore, le associazioni, le istituzioni e l'intera comunità vogliamo raccontare e rafforzare un modello che Bari pratica già: nessuno salva una comunità da solo, ma una comunità che impara a prendersi cura di sé può cambiare il destino delle persone che la abitano. E credo che questo assuma un valore ancora più profondo nel tempo che stiamo vivendo: in un momento storico attraversato dall'odio, dalla violenza e da un individualismo sempre più esasperato, scegliere di occuparsi dell'altro, dedicargli gratuitamente una parte di sé e continuare a costruire legami è una straordinaria forma di resistenza. Questa candidatura può portare alla ribalta nazionale un modello barese di volontariato e di comunità costruito negli anni, fatto di reti, esperienze e buone pratiche che ogni giorno producono risposte concrete. Vogliamo far conoscere questo patrimonio all'Italia, trasformarlo in un modello capace di essere studiato, condiviso e replicato, perché ciò che Bari ha saputo costruire possa diventare un'esperienza utile anche ad altri territori e contribuire a tracciare una strada per il volontariato del futuro.
«Uno dei motivi per cui vogliamo lanciare la candidatura di Bari capitale del Volontariato - ha commentato la presidente del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola Rosa Franco – è soprattutto dare un seguito al lavoro che facciamo da anni nelle Scuole, perché oggi dobbiamo aiutare i ragazzi ad avvicinarsi al Terzo settore: è un mondo che sicuramente ha dei valori che i ragazzi, altrove, non trovano. Abbiamo esperienza. Siamo ponte con l'Oriente. Abbiamo una Università che funziona, c'è un'ottima collaborazione con gli enti locali, in particolare con il Comune di Bari. Insomma, in questi anni abbiamo veramente costruito una rete che funziona, e su questo poggiamo la nostra candidatura».
Dopo la proiezione del video-racconto "Capitale Italiana del Volontariato", Rosa Franco, presidente del CSV San Nicola ETS, e Michelangelo Cavone, assessore al Welfare del Comune di Bari, sono entrati nel merito della candidatura e delle tappe previste verso il 2028.
«Bari non sta semplicemente inseguendo un titolo – ha dichiarato la vicepresidente Elisabetta Vaccarella - ma sta scegliendo di riconoscere e valorizzare una delle sue ricchezze più grandi, quella rappresentata dalle donne e dagli uomini che ogni giorno dedicano tempo, energie e competenze agli altri. Il volontariato è una parte fondamentale della nostra comunità. È presenza, solidarietà, cura, capacità di intercettare i bisogni e di trasformare le difficoltà in occasioni di partecipazione e di crescita collettiva. La vera sfida non sarà soltanto arrivare al 2028, ma fare in modo che questo percorso lasci una rete più forte, nuove collaborazioni e una partecipazione ancora più ampia. Bari ha un grande capitale umano: oggi abbiamo iniziato a metterlo in movimento».
A seguire, don Lino Modesto, Direttore della Caritas diocesana Bari-Bitonto, e Davide Giove, Portavoce del Forum del Terzo Settore Puglia ETS, si sono confrontati sul tema "Una rete forte per Bari Capitale del Volontariato".
«Bari può essere candidata come Città del volontariato - ha dichiarato don Lino Modesto - perché conosce tante associazioni e soggetti che da sempre sono impegnati nel mondo del Volontariato. Noi di Caritas Bari Bitonto crediamo nel Volontariato perché è un po' l'ossatura della nostra organizzazione, e crediamo che possa davvero essere un valore aggiunto per la cittadinanza: è sicuramente scuola di umanità, di comunità e di cittadinanza, che permette di restituire dignità, di costruire comunità e di rimarginare ferite. È un'opportunità anche per vivere la corresponsabilità nella città, perché in qualche modo non si tratta semplicemente di collaborare, ma di costruire insieme una città più vivibile, una città più a misura d'uomo che non lasci indietro nessuno».
La fase conclusiva dell'evento, intitolata "Costruire il percorso partecipativo verso Bari Capitale del Volontariato", è stata infine dedicata alle prime proposte di lavoro della rete dei partner, ponendo la prima pietra di un processo corale che vedrà l'intero mondo del Terzo Settore e le associazioni locali protagonisti assoluti dei prossimi anni.
«L'università è l'infrastruttura strategica delle città e le aiuta a vivere e svilupparsi meglio, anche attraverso le attività di volontariato. Stiamo quindi cercando - ha commentato il rettore dell'università degli studi di Bari Roberto Bellotti - di promuovere una collaborazione con l'assessorato, sia per una parte un po' più tecnica legata ai profili psicologici delle persone che hanno bisogno di assistenza, sia più in generale per l'attività studentesca che, attraverso il Volontariato, può crescere e può avere un'esperienza universitaria più completa»
«Siamo molto felici e molto coinvolti come Anci Puglia in questo percorso – ha commentato Pasquale Chieco, presidente della Commissione Welfare e Politiche di coesione -. È una grande occasione. Nei Comuni è essenziale l'individuazione dei fabbisogni dei cittadini, così come la co-programmazione e la co-progettazione, che sono oramai parte del patrimonio degli Enti locali. Ovviamente il cuore di tutto è rappresentato dai volontari, da queste persone straordinarie che scelgono di coltivare sentimenti e azioni di solidarietà, di inclusione e di vicinanza, costruendo veri modelli di democrazia partecipata».
«Tutti i Municipi saranno attivi per fare in modo che questo obiettivo, che non è poi così lontano, si realizzi nel migliore dei modi – ha spiegato la presidente del Municipio I Annamaria Ferretti -. Bari e la sua Città metropolitana meritano di essere Capitale italiana del Volontariato perché è una risposta alle migliaia di donne e di uomini che costantemente e quotidianamente costituiscono l'ossatura sociale e operativa di questa città».
L'iniziativa è promossa dal Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS, dal Comune di Bari, da ANCI Puglia, dal Forum del Terzo Settore Puglia ETS e dalla Caritas Diocesana Bari-Bitonto, con il patrocinio del Presidente della Giunta Regionale della Puglia.
Bari e la sua provincia custodiscono un capitale umano di inestimabile valore. Cuore di questa ricchezza sono le tantissime associazioni di volontariato che quotidianamente operano sul territorio: realtà dinamiche, che rappresentano il vero tessuto della solidarietà locale e che vedono migliaia di donne e uomini mettere a disposizione della collettività - con totale gratuità - il proprio tempo, le proprie competenze, le proprie energie e la propria capacità di cura. Un patrimonio diffuso che spesso agisce lontano dai riflettori, ma che intercetta con puntualità i bisogni della comunità, intreccia legami di prossimità e costituisce il vero collante della tenuta sociale. Ed è proprio questo tessuto associativo e umano che la candidatura intende riconoscere, connettere e moltiplicare.
In questa prospettiva, il Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS – forte della sua radicata vicinanza e del dialogo quotidiano con questa fitta rete di associazioni cittadine e provinciali – assume un ruolo centrale nel far emergere e far dialogare le energie già attive. Contestualmente, per l'Assessorato al Welfare del Comune di Bari, l'iniziativa si inserisce in una visione più ampia di welfare generativo, fondata sulla corresponsabilità e sulla capacità di co-progettare le politiche sociali insieme alla comunità, superando i confini amministrativi per mettere in comune risorse ed esperienze con l'intera dimensione metropolitana.
L'obiettivo di questo percorso travalica infatti il formale riconoscimento del 2028: l'intento è trasformare il cammino stesso in un laboratorio permanente di partecipazione, corresponsabilità e costruzione di reti. Una palestra di cittadinanza attiva capace di far emergere esperienze, rafforzare le connessioni tra le Istituzioni e la Comunità e consolidare una visione strategica e condivisa tra Bari e tutti i Comuni dell'area metropolitana.
Non si candida, dunque, soltanto una città, ma un vero e proprio modello di Comunità: l'obiettivo non è semplicemente concorrere a un titolo, ma mettere in movimento l'immenso capitale umano di un intero territorio e trasformarlo in una forza collettiva generativa.
L'incontro di presentazione ha visto la partecipazione dell'assessore al Welfare del Comune di Bari Michelangelo Cavone, della presidente del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS Rosa Franco, della Vicepresidente del Consiglio Regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella, del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" Roberto Bellotti, del presidente della Commissione Welfare e Politiche di coesione di ANCI Puglia Pasquale Chieco e della presidente del Municipio I Annamaria Ferretti.
«Bari non si candida semplicemente a vincere un titolo – ha spiegato l'assessore Cavone -. Si candida a portare sulla scena nazionale un patrimonio umano dal valore inestimabile: quello delle migliaia di persone che ogni giorno scelgono di mettere tempo, competenze, energie e cura al servizio degli altri. Con il CSV, il Terzo Settore, le associazioni, le istituzioni e l'intera comunità vogliamo raccontare e rafforzare un modello che Bari pratica già: nessuno salva una comunità da solo, ma una comunità che impara a prendersi cura di sé può cambiare il destino delle persone che la abitano. E credo che questo assuma un valore ancora più profondo nel tempo che stiamo vivendo: in un momento storico attraversato dall'odio, dalla violenza e da un individualismo sempre più esasperato, scegliere di occuparsi dell'altro, dedicargli gratuitamente una parte di sé e continuare a costruire legami è una straordinaria forma di resistenza. Questa candidatura può portare alla ribalta nazionale un modello barese di volontariato e di comunità costruito negli anni, fatto di reti, esperienze e buone pratiche che ogni giorno producono risposte concrete. Vogliamo far conoscere questo patrimonio all'Italia, trasformarlo in un modello capace di essere studiato, condiviso e replicato, perché ciò che Bari ha saputo costruire possa diventare un'esperienza utile anche ad altri territori e contribuire a tracciare una strada per il volontariato del futuro.
«Uno dei motivi per cui vogliamo lanciare la candidatura di Bari capitale del Volontariato - ha commentato la presidente del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola Rosa Franco – è soprattutto dare un seguito al lavoro che facciamo da anni nelle Scuole, perché oggi dobbiamo aiutare i ragazzi ad avvicinarsi al Terzo settore: è un mondo che sicuramente ha dei valori che i ragazzi, altrove, non trovano. Abbiamo esperienza. Siamo ponte con l'Oriente. Abbiamo una Università che funziona, c'è un'ottima collaborazione con gli enti locali, in particolare con il Comune di Bari. Insomma, in questi anni abbiamo veramente costruito una rete che funziona, e su questo poggiamo la nostra candidatura».
Dopo la proiezione del video-racconto "Capitale Italiana del Volontariato", Rosa Franco, presidente del CSV San Nicola ETS, e Michelangelo Cavone, assessore al Welfare del Comune di Bari, sono entrati nel merito della candidatura e delle tappe previste verso il 2028.
«Bari non sta semplicemente inseguendo un titolo – ha dichiarato la vicepresidente Elisabetta Vaccarella - ma sta scegliendo di riconoscere e valorizzare una delle sue ricchezze più grandi, quella rappresentata dalle donne e dagli uomini che ogni giorno dedicano tempo, energie e competenze agli altri. Il volontariato è una parte fondamentale della nostra comunità. È presenza, solidarietà, cura, capacità di intercettare i bisogni e di trasformare le difficoltà in occasioni di partecipazione e di crescita collettiva. La vera sfida non sarà soltanto arrivare al 2028, ma fare in modo che questo percorso lasci una rete più forte, nuove collaborazioni e una partecipazione ancora più ampia. Bari ha un grande capitale umano: oggi abbiamo iniziato a metterlo in movimento».
A seguire, don Lino Modesto, Direttore della Caritas diocesana Bari-Bitonto, e Davide Giove, Portavoce del Forum del Terzo Settore Puglia ETS, si sono confrontati sul tema "Una rete forte per Bari Capitale del Volontariato".
«Bari può essere candidata come Città del volontariato - ha dichiarato don Lino Modesto - perché conosce tante associazioni e soggetti che da sempre sono impegnati nel mondo del Volontariato. Noi di Caritas Bari Bitonto crediamo nel Volontariato perché è un po' l'ossatura della nostra organizzazione, e crediamo che possa davvero essere un valore aggiunto per la cittadinanza: è sicuramente scuola di umanità, di comunità e di cittadinanza, che permette di restituire dignità, di costruire comunità e di rimarginare ferite. È un'opportunità anche per vivere la corresponsabilità nella città, perché in qualche modo non si tratta semplicemente di collaborare, ma di costruire insieme una città più vivibile, una città più a misura d'uomo che non lasci indietro nessuno».
La fase conclusiva dell'evento, intitolata "Costruire il percorso partecipativo verso Bari Capitale del Volontariato", è stata infine dedicata alle prime proposte di lavoro della rete dei partner, ponendo la prima pietra di un processo corale che vedrà l'intero mondo del Terzo Settore e le associazioni locali protagonisti assoluti dei prossimi anni.
«L'università è l'infrastruttura strategica delle città e le aiuta a vivere e svilupparsi meglio, anche attraverso le attività di volontariato. Stiamo quindi cercando - ha commentato il rettore dell'università degli studi di Bari Roberto Bellotti - di promuovere una collaborazione con l'assessorato, sia per una parte un po' più tecnica legata ai profili psicologici delle persone che hanno bisogno di assistenza, sia più in generale per l'attività studentesca che, attraverso il Volontariato, può crescere e può avere un'esperienza universitaria più completa»
«Siamo molto felici e molto coinvolti come Anci Puglia in questo percorso – ha commentato Pasquale Chieco, presidente della Commissione Welfare e Politiche di coesione -. È una grande occasione. Nei Comuni è essenziale l'individuazione dei fabbisogni dei cittadini, così come la co-programmazione e la co-progettazione, che sono oramai parte del patrimonio degli Enti locali. Ovviamente il cuore di tutto è rappresentato dai volontari, da queste persone straordinarie che scelgono di coltivare sentimenti e azioni di solidarietà, di inclusione e di vicinanza, costruendo veri modelli di democrazia partecipata».
«Tutti i Municipi saranno attivi per fare in modo che questo obiettivo, che non è poi così lontano, si realizzi nel migliore dei modi – ha spiegato la presidente del Municipio I Annamaria Ferretti -. Bari e la sua Città metropolitana meritano di essere Capitale italiana del Volontariato perché è una risposta alle migliaia di donne e di uomini che costantemente e quotidianamente costituiscono l'ossatura sociale e operativa di questa città».
L'iniziativa è promossa dal Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS, dal Comune di Bari, da ANCI Puglia, dal Forum del Terzo Settore Puglia ETS e dalla Caritas Diocesana Bari-Bitonto, con il patrocinio del Presidente della Giunta Regionale della Puglia.