Al Politecnico di Bari un incontro sul disagio giovanile: percorsi di cura e salute mentale tra scuola e università

Presentati i dati dei servizi aziendali: 1.311 consulenze psichiatriche in Pronto soccorso nel 2025

venerdì 29 maggio 2026 15.54
Ansia, autolesionismo, ritiro sociale e nuove fragilità al centro dell'iniziativa promossa da Politecnico e ASL Bari. Presentati i dati dei servizi aziendali: 1.311 consulenze psichiatriche in Pronto soccorso nel 2025, 189 under 25 seguiti dallo SPDC del San Paolo e circa 220 giovani in carico al Centro Prisma.

Sempre più giovani chiedono aiuto per ansia, ritiro sociale, disregolazione emotiva, crisi relazionali, autolesionismo e disagio psicologico. Una sofferenza che spesso emerge nei luoghi della quotidianità – scuola, università, famiglia – ma che, nei casi più complessi, arriva fino al Pronto soccorso.

Di disagio giovanile, prevenzione e percorsi di presa in carico si è discusso al Politecnico di Bari nel corso della seconda edizione di "Fragilità giovanili e percorsi di orientamento. Le sfide attuali", iniziativa promossa dal CUG del Politecnico di Bari e dal Dipartimento di Salute Mentale della ASL Bari nell'ambito del progetto MoBIUS – Movimento, Equilibrio e Benessere In una Università Sostenibile.

L'incontro ha riunito professionisti della salute mentale, istituzioni scolastiche e universitarie, studenti, associazioni e famiglie con l'obiettivo di approfondire i temi legati alle fragilità emotive degli adolescenti e dei giovani adulti, rafforzando il dialogo tra servizi sanitari, scuola e territorio.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali del Direttore Generale della ASL Bari Luigi Fruscio, insieme ai rappresentanti del Politecnico di Bari, della Regione Puglia e dell'Ufficio Scolastico Regionale.

Tra i relatori il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Bari e neo presidente della Società Italiana di Psichiatria Guido Di Sciascio, la direttrice dello SPDC dell'Ospedale San Paolo Valeria Latorre, il dirigente dell'ambulatorio Prisma Pino Verrastro, la presidente nazionale della Fondazione Progetto Itaca Felicia Giannotti, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Giuseppe Silipo e la responsabile del progetto MoBIUS Antonietta Curci.

"Quando si parla di giovani- dichiara Guido Di Sciascio - si immaginano futuro, sogni e energia ma oggi purtroppo sempre più spesso ci troviamo di fronte ad una realtà fragile e complessa. In Italia un giovane su due tra i 18 e i 25 anni vive ansia o depressione, più di 700mila giovani convivono con i disturbi di salute mentale, il 74% dei problemi nasce prima dei 24 anni, proprio in un'età in cui si costruisce il futuro, ma molti ragazzi si smarriscono. Le fragilità giovanili - continua - sono anche fuori, l'Istat dice che un giovane su cinque oggi è vittima di bullismo in modo ricorrente e oltre un terzo ha subito cyberbullismo, legato alla diffusione degli strumenti tecnologici. Anche in Europa il 40 per cento degli studenti universitari sperimenta problemi di salute mentale e il suicidio è la seconda causa di morte per i ragazzi tra i 15 e i 19 anni. I dati ci impongono un momento di riflessione. Dobbiamo ascoltare i giovani - conclude Di Sciascio - perché si sentono soli nella fragilità e non compresi. Si chiudono dentro una stanza o dietro uno schermo cercando risposte: tutti abbiamo una responsabilità, dobbiamo sostenerli, insegnare loro che chiedere aiuto è una forma di coraggio, creare spazi dove non si sentano giudicati e far capire loro che anche dopo una caduta ci si può rialzare".

Nel corso dell'iniziativa sono stati presentati anche i dati e le attività messe in campo dai servizi della ASL Bari impegnati nella presa in carico degli adolescenti e dei giovani adulti, con particolare attenzione ai percorsi territoriali di prevenzione, ascolto e accompagnamento.

Secondo i dati illustrati dal servizio SPDC (servizio psichiatrico diagnosi e cura) dell'Ospedale San Paolo, nel 2025 le consulenze psichiatriche effettuate in Pronto soccorso sono state 1.311, con un incremento del 35% rispetto al 2023. Di queste, 189 hanno riguardato giovani sotto i 25 anni. In circa un terzo dei casi si è reso necessario il ricovero ospedaliero, soprattutto per gesti autolesivi o ideazione anticonservativa.

Il servizio, che garantisce una risposta h24 alle emergenze psichiatriche provenienti dal Pronto soccorso del San Paolo e del Di Venere, evidenzia come il disagio giovanile si manifesti sempre più frequentemente attraverso ansia, isolamento sociale, pressione performativa, abuso di sostanze, difficoltà relazionali e sofferenza emotiva.

"Il pronto soccorso – emerge dalla relazione – rappresenta spesso la prima richiesta di ascolto da parte dei giovani". Un bisogno che chiama in causa non solo i servizi sanitari, ma anche scuola, famiglie e contesti educativi, nella costruzione di percorsi di prevenzione, riconoscimento precoce e accompagnamento.

Un ruolo centrale nella presa in carico precoce è svolto dalla UOSVD Prisma della ASL Bari, struttura dedicata agli adolescenti e ai giovani adulti con esordi psicopatologici, disturbi emotivi e situazioni a rischio. Nato nel 2011 come progetto per la presa in carico degli esordi psicotici, il servizio si è progressivamente ampliato fino a diventare oggi una struttura multidisciplinare che segue ragazzi dai 13 ai 29 anni attraverso interventi psichiatrici, psicologici, psicoterapie individuali e familiari, gruppi multifamiliari, laboratori espressivi, supporto scolastico, orientamento allo studio e al lavoro e percorsi di inclusione sociale. Attualmente Prisma segue circa 220 ragazzi provenienti da tutto il territorio della ASL Bari. Il 34% degli utenti ha tra i 13 e i 18 anni, il 51% tra i 19 e i 24 anni e il restante 15% tra i 25 e i 29 anni. Tra gli esordi psicopatologici più frequenti figurano depressione, disregolazione emotiva, disturbi borderline di personalità, disturbi d'ansia, disturbi ossessivo-compulsivi e psicosi.

Il servizio evidenzia inoltre nuove fragilità legate al crescente utilizzo del digitale, all'isolamento sociale, alle dipendenze comportamentali, ai disturbi del sonno e alla difficoltà di intercettare ragazzi che spesso non chiedono spontaneamente aiuto. Per questo Prisma sta rafforzando la collaborazione con scuole, università e servizi territoriali, puntando su interventi sempre più precoci e personalizzati.

All'interno del confronto ha trovato spazio anche il contributo della Neuropsichiatria infantile e dell'area dedicata all'autismo e all'alto potenziale cognitivo, illustrato dalla dirigente psicologa della UOSVD NPIA-Autismo Area Centrale della ASL Bari Anna Rosa Melillo, con una riflessione sul rischio di dispersione scolastica "silenziosa" e sul mancato riconoscimento delle fragilità connesse alla plusdotazione cognitiva. La relazione "Oltre il QI: trasformare la complessità in talento" ha evidenziato come difficoltà emotive, ipersensibilità, isolamento e senso di inadeguatezza possano emergere anche nei ragazzi ad alto potenziale cognitivo quando il contesto educativo non riesce a riconoscerne bisogni e caratteristiche specifiche.

Accanto all'attività clinica e assistenziale, la ASL Bari è impegnata anche nei programmi di promozione della salute mentale nelle scuole attraverso il Gruppo Interistituzionale Aziendale (GIA), organismo che opera in collaborazione con Ufficio scolastico regionale, Dipartimento di Prevenzione, Dipartimento di Salute Mentale e servizi territoriali.

Il GIA della ASL Bari, coordinato dalla dottoressa Maria Grazia Forte e composto anche dalla referente del Dipartimento di Salute Mentale Marina Lorusso, promuove programmi di educazione alla salute e prevenzione del disagio nelle scuole del territorio. Nel corso dell'anno scolastico 2024/2025 il GIA ASL Bari ha promosso 18 progetti scolastici regionali e 4 provinciali, formando 327 docenti e coinvolgendo 141 istituti scolastici, 767 classi e oltre 14mila studenti. Per il biennio 2025/2026 si stima che i progetti di promozione della salute abbiano raggiunto circa 150mila studenti pugliesi.

Tra le attività coordinate dal Dipartimento di Salute Mentale figurano anche specifici progetti scolastici dedicati al benessere psicologico e alla prevenzione del disagio mentale, che nell'ultimo anno hanno coinvolto circa 15 istituti scolastici e oltre 2mila alunni.

L'iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni sanitarie, scuola e università per rafforzare una rete capace di intercettare precocemente il disagio giovanile, accompagnare i ragazzi nei percorsi di cura e contrastare stigma, isolamento e solitudine emotiva.